La seguente procedura (ripresa da una live virtualizzata) suppone che l’hardware nel quale verrà installata Fedora dispone di spazio non allocato.
Prima di partire
- Download
- Risorse minime richieste per l’installazione
- Note di rilascio
- Bug conosciuti
Da dove si parte
Le situazioni dalle quali si parte possono essere numerose:
- Nella maggior parte dei casi, un neofita si ritroverà a dover affiancare il sistema preinstallato (Windows) con la propria Fedora. Il mercato ancora oggi impone alla stragrande maggioranza delle persone di dover acquistare un PC nuovo con Windows 7 (o altro) preinstallato, l’hardisk conterrà quindi una partizione d’avvìo, una partizione di sistema e una partizione di recupero. Prima di effettuare qualsiasi ridimensionamento su Windows, consiglio di deframmentare il disco soprattutto se si tratta di sistemi in uso da un pò di tempo.
- Se si dispone di dischi con tabella di partizione GUID (GPT), è possibile gestire volumi di dimensioni fino a 18 exabyte e un numero massimo di 128 partizioni per disco; in tal caso è sufficiente liberare dello spazio non allocato (spazio RAW non formattato) dalla partizione di sistema oppure liberare la partizione di recupero masterizzandone i dati su supporti rimovibili. Nello spazio liberato, l’installer di Fedora può creare altre partizioni primarie senza limitazioni.
- Se si dispone di dischi MBR (Master Boot Record), è possibile gestire volumi di dimensioni fino a 2 terabyte e un numero massimo di 4 partizioni primarie per disco oppure tre partizioni primarie ed una estesa contenente partizioni logiche. In tal caso si libera la partizione primaria con i dati di recupero (masterizzando i dati su DVD) oppure si libera spazio non allocato da quella di sistema per poi creare una sola partizione estesa da destinare a Fedora.
Lascio l’incombenza alla documentazione ufficiale Windows
- In altri casi si parte da PC già contenenti altri S.O. GNU/Linux; valgono le stesse regole del primo punto mentre per il mantenimento del BootLoader è possibile appunto non installare il loader di Fedora (Grub2) (vedi avanti) per poi configurare quello già installato con altri sistemi.
Come si parte
Quanto scritto in seguito tiene conto dell’avvìo di un liveCD di Fedora 17 LXDE, dalla quale l’installer Anaconda usa lo spazio libero nell’hardisk (appositamente creato secondo i punti precedenti in questo post). Lo stesso procedimento si può effettuare partendo da una LiveUSB (creazione di un dispositivo USB per installare Fedora).
Per avviare un sistema live da supporto esterno bisogna modificare l’ordine dei dispositivi avviabili; i BIOS moderni permettono l’uso di drive USB, dei lettori CD/DVD, di hardisk esterni. La procedura cambia da modello a modello quindi servirà leggere attentamente i documenti accompagnatori del proprio PC.
Prima di effettuare qualsiasi operazione sull’hardisk è fondamentale mettere al sicuro i propri dati personali. Un backup del sistema operativo proprietario preinstallato (soprattutto perché con licenza già pagata) e dei driver relativi, è facilmente effettuabile con gli strumenti messi a disposizione dal produttore stesso.
Fedora è progettata per poter essere installata con una certa facilità da utenti che possiedono già una certa disinvoltura con questo tipo di operazioni ma potrebbe essere anche usata malamente da operatori sbadati o poco preparati.
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