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maggio 15, 2012

Installazione di Fedora 17 Beefy Miracle con LXDE

Filed under: Articoli, fedoraproject, hardware, Sistema, Software — sagitters @ 6:51 pm

La seguente procedura (ripresa da una live virtualizzata) suppone che l’hardware nel quale verrà installata Fedora dispone di spazio non allocato.

Prima di partire

  1. Download
  2. Risorse minime richieste per l’installazione
  3. Note di rilascio
  4. Bug conosciuti

Da dove si parte

Le situazioni dalle quali si parte possono essere numerose:

  • Nella maggior parte dei casi, un neofita si ritroverà a dover affiancare il sistema preinstallato (Windows) con la propria Fedora. Il mercato ancora oggi impone alla stragrande maggioranza delle persone di dover acquistare un PC nuovo con Windows 7 (o altro) preinstallato, l’hardisk conterrà quindi una partizione d’avvìo, una partizione di sistema e una partizione di recupero. Prima di effettuare qualsiasi ridimensionamento su Windows, consiglio di deframmentare il disco soprattutto se si tratta di sistemi in uso da un pò di tempo.
  1. Se si dispone di dischi con tabella di partizione GUID (GPT), è possibile gestire volumi di dimensioni fino a 18 exabyte e un numero massimo di 128 partizioni per disco; in tal caso è sufficiente liberare dello spazio non allocato (spazio RAW non formattato) dalla partizione di sistema oppure liberare la partizione di recupero masterizzandone i dati su supporti rimovibili. Nello spazio liberato, l’installer di Fedora può creare altre partizioni primarie senza limitazioni.
  2. Se si dispone di dischi MBR (Master Boot Record), è possibile gestire volumi di dimensioni fino a 2 terabyte e un numero massimo di 4 partizioni primarie per disco oppure tre partizioni primarie ed una estesa contenente partizioni logiche. In tal caso si libera la partizione primaria con i dati di recupero (masterizzando i dati su DVD) oppure si libera spazio non allocato da quella di sistema per poi creare una sola partizione estesa da destinare a Fedora.

Lascio l’incombenza alla documentazione ufficiale Windows :)

  • In altri casi si parte da PC già contenenti altri S.O. GNU/Linux; valgono le stesse regole del primo punto mentre per il mantenimento del BootLoader è possibile appunto non installare il loader di Fedora (Grub2) (vedi avanti) per poi configurare quello già installato con altri sistemi.

Come si parte

Quanto scritto in seguito tiene conto dell’avvìo di un liveCD di Fedora 17 LXDE, dalla quale l’installer Anaconda usa lo spazio libero nell’hardisk (appositamente creato secondo i punti precedenti in questo post). Lo stesso procedimento si può effettuare partendo da una LiveUSB (creazione di un dispositivo USB per installare Fedora).

Per avviare un sistema live da supporto esterno bisogna modificare l’ordine dei dispositivi avviabili; i BIOS moderni permettono l’uso di drive USB, dei lettori CD/DVD, di hardisk esterni. La procedura cambia da modello a modello quindi servirà leggere attentamente i documenti accompagnatori del proprio PC.

Prima di effettuare qualsiasi operazione sull’hardisk è fondamentale mettere al sicuro i propri dati personali. Un backup del sistema operativo proprietario preinstallato (soprattutto perché con licenza già pagata) e dei driver relativi,  è facilmente effettuabile con gli strumenti messi a disposizione dal produttore stesso.
Fedora è progettata per poter essere installata con una certa facilità da utenti che possiedono già una certa disinvoltura con questo tipo di operazioni ma potrebbe essere anche usata malamente da operatori sbadati o poco preparati.

—> Vai alla pagina 2

maggio 2, 2012

I nomi in codice di Fedora

Filed under: Articoli, fedoraproject, News, Special — sagitters @ 12:32 pm

I nomi in codice di Fedora sono una tradizione che il progetto si porta avanti sin dalla nascita. Inizialmente il nome era deciso da una ristretta cerchia di persone all’interno di RedHat ma col tempo divenne un processo che coinvolgeva l’intera comunità.
Da quel momento e fino a questi giorni, i nomi erano suggeriti e scelti in base a delle linee guida secondo le quali ogni nome doveva avere un legame soltanto con quello scelto per la release precedente, rifiutando inoltre nomi portati da persone in vita o richiamanti marchi o beni conosciuti.

Beefy Miracle è stata una scelta particolare tra tutti i nomi proposti per Fedora 17 avendo una storia tutta per se all’interno della comunità del Fedoraproject (alle quale fece riferimento anche il precedente project leader Jared Smith in una sua recente intervista).

E’ molto recente l’annuncio del nome scelto per Fedora 18 che però ha sollevato le critiche di molti membri della comunità (tra cui chi vi scrive) poiché assolutamente non adatto al contesto del fedoraproject.

Proprio oggi Màirìn Duffy (interaction designer in RedHat), Emily Dirsh (gruppo designer) e María Leandro (gruppo designer) hanno proposto una svolta nella modalità di scelta dei nomi in codice per Fedora, anche in virtù del sondaggio da pochi giorni concluso secondo il quale si è scelto di continuare ad usare i nomi cambiandone i criteri di scelta.
Le proposte sono già iniziate ed anch’io ne ho suggerita una: Fedora con i nomi degli imperatori romani.

Suggestions for Fedora Codename Theme

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